Figlie della Sapienza

Ascoltate, venite a me: vi voglio rendere felici!

LA CHIESA È IN FESTA – percorso

“… Ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nella benevolenza e nell’Amore, ti fidanzerò con me nella fedeltà e tu conoscerai la Sapienza…” Osea 2,21-22.

Sr. Angela di Gesù Amore, Figlia della Sapienza, il 4 ottobre 2015, nella Chiesa di S. Maria di Porto Salvo, in Siderno – Calabria, nella Parrocchia dove ha ricevuto il Battesimo, ha fatto la Professione Perpetua davanti a Suor Liliana dell’Immacolata, Provinciale, durante la solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da Mons. Giancarlo Bregantini, attualmente Vescovo di Campobasso, il quale ha lasciato un dolcissimo ricordo nel cuore di tutti i calabresi per la sua bontà, trasmessa a quella terra nel tempo della sua permanenza in Calabria.

Questa solenne Celebrazione, condivisa da una numerosa partecipazione di persone del posto, e dalla Comunità “Sicar” al completo, di cui fa parte Suor Angela di Gesù Amore, da tutte le Consigliere Provinciali e le suore che l’hanno accompagnata nelle varie tappe di formazione, dalla sua famiglia composta dai genitori, sorelle, fratelli, nipotini e molti altri parenti e amici, in particolare da un nutrito gruppo di giovani, famiglie e “Amici della Sapienza” accompagnati dal parroco, Padre Salvo, e provenienti dalla Parrocchia di Librino (Catania), dove suor Angela di Gesù Amore risiede e svolge la sua missione, ha concluso il cammino di preparazione al suo “SI” al Signore, per sempre.


Il percorso fatto “insieme” dal 1° al 3 ottobre
è stato segnato da tre momenti molto importanti:

  • Il 1° ottobre “l’immagine di Maria seduta ai piedi del Maestro” ci ha fatto vivere la dolcezza e la tenerezza della carità e dell’ascolto della Parola nell’ADORAZIONE DEL PANE EUCARISTICO‘.
    Con sorpresa, in questo momento di preghiera, abbiamo scoperto, attraverso le parole del Card. A. Ballestrero, che qui riportiamo, qual è il nostro posto nella casa di Dio:
    “Quale sarà il mio posto nella casa di Dio? Lo so, non mi farai fare brutta figura, non mi farai sentire creatura che non serve a niente, perché sei fatto cosi: quando serve una pietra per la tua costruzione, prendi il primo ciottolo che incontri, lo guardi con infinita tenerezza e lo rendi quella pietra di cui hai bisogno: ora splendente come un diamante, ora opaca e ferma come una roccia, ma sempre adatta al tuo scopo.
    Cosa farai di questo ciottolo che sono io, di questo piccolo sasso che tu hai creato e che lavori ogni giorno con la potenza della tua pazienza, con la forza invincibile del tuo amore trasfigurante?
    Tu fai cose inaspettate, gloriose. Getti là le cianfrusaglie e ti metti a cesellare la mia vita. Se mi metti sotto un pavimento che nessuno vede ma che sostiene lo splendore dello zaffiro o in cima ad una cupola che tutti guardano e restano abbagliati, ha poca importanza. Importante è trovarmi là dove tu mi metti, senza ritardi.
    E io , per quanto pietra, sento di avere una voce: voglio gridarti, o Dio, la mia felicità di trovarmi nelle tue mani malleabili, per renderti servizio, per essere tempio della tua gloria”.
  • Il 2 ottobre, con l’aiuto di Padre Adriano Dalle Pezze, Monfortano, abbiamo fatto un viaggio in compagnia di Montfort e Maria Luisa per rileggere la loro esperienza spirituale.Il Montfort, durante la sua formazione in seminario, viene accusato, dai suoi superiori e dai compagni, di amare la Madonna più di Cristo …
    Attraverso la sofferenza intuisce che seguire Cristo significa l’identificazione alla CROCE e che ciò costituisce la SAPIENZA: “solo in questa amabile croce sta racchiusa la vera Sapienza che io cerco giorno e notte con sempre maggiore passione” (Lettera 13, dell’autunno 1702).
    A Poitiers l’intuizione del Montfort si esprime in un simbolo: la Croce della Sapienza che egli pone nella sala di riunione di alcune giovani, inferme disprezzate … primo abbozzo della congregazione della Sapienza.
    L’amore alla Sapienza scandisce tutto l’itinerario spirituale del Montfort, che può essere definito “un movimento processuale ininterrotto dietro la croce del maestro di sapienza”.Il Montfort attribuendo a Cristo il titolo di Sapienza ha voluto evidenziare quattro aspetti:
    1. Cristo come “pienezza”
    2. Cristo come “parola” rivelatrice e trasformatrice
    3. Cristo come “amore”
    4. Cristo è chiamato Sapienza soprattutto per la sua relazione al mistero della “CROCE” … da affermare: “la SAPIENZA è la CROCE … e la CROCE è la SAPIENZA”
    Dopo la morte del Montfort, la spiritualità della Sapienza trova in Maria Luisa la sua discepola preferita.
  • Il 3 ottobre abbiamo riflettuto su Maria: “Sede della Sapienza”.Con Padre Adriano abbiamo rivisitato alcuni episodi della vita di Maria attraverso i quali, cresce come discepola sperimentando l’esperienza della sofferenza:
    – Conservava dentro il suo cuore gli avvenimenti, li viveva con umiltà e rispetto, era docile allo Spirito Santo;
    – Ha vissuto il suo ruolo di madre consapevole di essere figlia;
    – Si confrontava con la vita quotidiana fatta di fatica e sudore;
    – Viveva più di ogni altro l’esperienza della Croce. “La Sapienza è la Croce e la Croce è la Sapienza.
    – Maria è presentata dal Montfort non come una realtà autonoma a sé stante, ma nella sua funzione, nella dinamica della Sapienza verso l’uomo. Volendo la Sapienza offrire la sua amicizia e i suoi doni, deve trovare delle persone degne di accoglierla: forma i santi e gli amici di Dio (AES 47), ma nessuno è in grado di aiutarla sulla terra (AES 104). Finalmente nel tempo stabilito si costruisce una dimora degna di sé: Maria, sulla quale si riversa il torrente impetuoso della bontà di Dio (AES 105-106). Ella risponde con fedeltà (AES 105), cresce in grazia e sapienza (AES 107) e con le sue virtù accoglie la Sapienza, divenendone la Madre, la Mediatrice e il trono: il luogo d’incontro tra la Sapienza e l’umanità (AES 204-213, 184).
  • Il 5 ottobre – alle ore 8,30 … ognuna di noi ha preso la strada del ritorno alla propria comunità portando nel cuore una splendida esperienza di fraternità e di spiritualità.

Grazie Suor Liliana per averci concesso questi 4 giorni di Paradiso.
La Comunità “SICAR”

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