Figlie della Sapienza

Ascoltate, venite a me: vi voglio rendere felici!

La logica della Sapienza: Ricostruire

Un’altra pagina è stata scritta da quella Sapienza che, tutti noi, suoi amici, vogliamo vedere ogni giorno sul nostro cammino. Ed è stata scritta ad Adrano, in un clima di calore umano che neanche il freddo rigido della giornata, è riuscito a scalfire.

Coperti da pesanti cappotti e lunghe sciarpe, ci siamo raccolti attorno a Padre Adriano smm. che, con i suoi occhi chiari e il sorriso aperto, ci ha coinvolti, ancora una volta,
con la sua “ Lezione di spiritualità”.

Oggi, al centro dell’attenzione, “La bellezza distrutta”: un tema coinvolgente, attuale e spunto per una seria riflessione. E così è stato. Cinque gruppi, uniti come uno solo, tante persone sparse fra i banchi della chiesa, immerse nei loro pensieri, hanno cercato le risposte alle tante domande che Nostro Signore tutti i giorni ci pone nel tracciato della nostra semplice, ma “importantissima” vita. Seduti attorno a un tavolo, noi, amici del 4° gruppo, ci siamo ritrovati con lo stesso sorriso, la stessa luce negli occhi, la stessa voglia di raccontarci e tirar fuori le cose positive da eventi negativi e dolorosi, e con la consapevolezza di essere corresponsabili di tutto ciò che Dio ci ha donato.

Nell’approccio alla Sapienza, infatti, è indispensabile sentirci responsabili almeno di parte del male che ci circonda, della distruzione di cose belle. Anche la nostra leggerezza, sia pur minima, può causare la fine di un’opera di Dio.

Noi, come la natura, siamo creature di Dio, parte di quella creazione meravigliosa, di quel progetto unico che la Sapienza Incarnata ha pensato per noi, per dare un senso alla vita nella gioia e nella croce. Se riusciremo a entrare nelle cose e nelle persone, con l’anima di chi ama ad ogni costo, non commetteremo il male, o almeno, riusciremo a raccogliere i cocci di quel vaso prezioso, frantumato e a ricomporli, uno per uno, comprendendo il dolore e asciugando lacrime amare.
Per onorare la saggia decisione della Sapienza, dobbiamo pentirci e saper perdonare, e sarà come “amare due volte”.

Nei due episodi di cronaca, suggeriti da Padre Adriano, abbiamo ritrovato il sentimento del perdono, di fronte a fatti gravi, come quello di Gessica, bellissima modella, sfigurata dall’ex fidanzato con l’acido, e quello di Michele, il vigile urbano di Acerra, morto di tumore dopo essersi esposto, per anni, durante le indagini sulla terra dei fuochi, ai veleni delle discariche.
Due bellezze distrutte dall’ignoranza e dalla cattiveria, che si possono incontrare nella vita; due fatti che sembrano imperdonabili, ma che diventano superabili e spunto per una nuova rinascita, di fronte alle manifestazioni di affetto di gente lontana ma sempre tanto vicina.

Anche negli altri tre episodi, fornitici da padre Adriano, ricompare la trasformazione di un fatto negativo e doloroso in qualcosa di bello e positivo. Dal dolore di un padre, il “ Dottor Carota”, per la morte del figlio di dieci anni, nasce un’associazione di assistenza ai bambini affetti da gravi patologie, un servizio di amore e allegria, per allontanare il dolore e la paura.
Dal ritrovamento dei quattro bambini di Rigopiano, in Abruzzo, salvati dal freddo gelido della neve e riportati al calore della vita, viene fuori l’operato di chi in questa vita ci crede e, ancora una volta, la luce ritrovata in quegli occhi impauriti, sarà una ricompensa, un messaggio di amore e speranza.
Nel terzo episodio, il parroco di Bevilacqua, don Adrian Bulai, s’impicca nella sua camera da letto.
Quale messaggio positivo può venir fuori da questo fatto doloroso?
Non so, qui è tutto legato a quella dolce parola: “speranza”, cui tutto è affidato. Difficile è la vita quando si perde la speranza in qualcosa di bello in cui si crede; ma il silenzio non aiuta, dobbiamo saper chiedere aiuto e saper riconoscere anche da minimi particolari, chi soffre e non sa dirlo.
In questo caso, un po’ più di calore umano e di attenzione, forse, avrebbe contribuito a riparare un bel vaso, ancora una volta “rotto”.

Adrano 28/01/2017

Enza Muscarella  Amici della Sapienza Enna

Lascia un commento