Figlie della Sapienza

Ascoltate, venite a me: vi voglio rendere felici!

Una Quaresima di riflessione – Pt 2

La seconda serata, alla bocciofila, è stata dedicata alla tavola, con una cena e i ragazzi dell’oratorio che hanno messo in scena cinque momenti riguardanti episodi del Vangelo.

Soggetto: Simone il Fariseo   Luca 7,36-50

Un uomo ben vestito, attento ai particolari entra in scena.

Questa poi! L’ho invitato a cena. Gli ho fatto preparare i cibi più delicati. I miei cuochi hanno cercato gli ingredienti più pregiati. Ho invitato tutti i notabili della città. I più ricchi possidenti e lui non ha espresso nessun cenno di deferenza nei confronti di queste persone e neppure nei miei. Mi sono vestito con le sete più belle, ho indossato gioielli ed anche i miei invitati si erano preparati con cura ed attenzione ai particolari. I profumi provenienti dall’oriente hanno invaso la stanza dove eravamo radunati. Eravamo tutti pronti per una cena coi fiocchi E poi? Ecco che arriva quella matta. Ma come ha fatto ad entrare? Dovrò dire due parole ai guardiani che stavano alla porta.

Dunque, questa squinternata arriva, si avvicina a lui e si mette a piangere sui suoi piedi. Nessuno è intervenuto per fermarla. Tutti siamo rimasti senza parole. Intanto le lacrime scendevano copiose dagli occhi di quella donna. Tra l’altro io la conoscevo bene. Diciamo che era una “Peccatrice”, per non scendere nei particolari.

Questa pazza continuava a piangere sui piedi del mio ospite e con le sue lacrime si è messa a lavargli i piedi. Poi con i lunghi capelli glieli ha asciugati. Ma si è mai vista una cosa del genere? Il mio parrucchiere sarebbe inorridito. Poi ha iniziato a carezzarle i piedi e a massaggiarglieli con quegli oli profumatissimi. Niente a che vedere con quelli che uso io ma tutto sommato gradevoli.

Alla fine non mi sono più trattenuto e ho gridato “È una puttana”. (pausa) Il suo sguardo mi ha fatto sentire il freddo del monte Rocciamelone.

Poi lui ha iniziato a  raccontare quella storia dei due debitori. Assurdo! Insomma, uno dei due doveva 5000 euro e l’altro 500. Nessuno dei due poteva pagare e il creditore ha condonato il debito a tutti e due. Follia. Finito di raccontare mi guarda e chiede chi dei due lo amerà di più. Io ho risposto “Quello dei 5000 €”. Lui mi dà ragione. Poi rivolgendosi a me, mi rimprovera di non avergli dato dell’acqua per lavarsi i piedi. Lei, invece, glieli aveva lavati con le lacrime e asciugati con i capelli. Quindi i suoi peccati lui glieli ha perdonati perché ha amato molto. Chi ama poco verrà perdonato poco. Poi si rivolge a lei e, sentite questa, le perdona tutti i suoi peccati.

Ma chi è quest’uomo che perdona i peccati? Chi è quest’uomo per dire a una peccatrice che sarebbe stata salvata dalla sua fede?

Boh. Ci devo riflettere. Sono confuso.

Ed esce dalla scena.


Soggetto: Marta e Maria

Le due sorelle discutono animatamente su come dovranno accogliere l’ospite.

Sceneggiatura

Entra in scena Marta

Marta             Maria, arrivi? Ma quanto sei lenta! Muovi sti piedini.

Maria              Arrivo, stai tranquilla che i miei piedini mi hanno portato sempre dove ho voluto

Marta si dirige al tavolo più lontano. Maria entra lentamente ma con classe e si appropinqua al tavolo più vicino all’ingresso.

Marta             Allora, Maria. Lo sai benissimo che noi oggi avremo quell’ospite speciale. Cosa aspetti a darmi una mano. C’è ancora un sacco di lavoro da fare. Tirare la pasta, preparare il ragù e… E soprattutto scegliere il vino.

Maria              Certo! Il vino però dovrà essere il migliore, non quello che ti bevi tu nascosta dietro la botte grande giù in cantina.

Marta fa un gesto di stizza e si volta verso un commensale del tavolo e gli dice sottovoce enfatizzando il gesto

Marta             Non è vero. Io non bevo quasi mai. Un bicchiere ogni tanto quando vengo qui alla bocciofila

Maria              Dai Marta, andiamo in cucina a finire di preparare.

            Le due donne escono di scena. E la Cena continua.

Passa qualche minuto (5/6) e si sente bussare.

Marta entra in scena.

Marta Maria, Maria, è arrivato. Dai dai, vai ad aprire la porta.

Pausa

Maria              Ecco Marta, il nostro ospite è arrivato; ora possiamo farlo accomodare.

Luci si abbassano.

Maria              Che bella giornata! Ho sentito delle cose meravigliose che mi hanno riempito il cuore. Non mi dimenticherò mai questo giorno, pieno di amore, di pace e di ottimo cibo.

Marta             Certo, il cibo l’ho preparato io. Mentre tu pendevi dalle sue labbra correvo avanti e indietro dalla cucina a portare cibo, acqua e vino che tu hai mangiato e bevuto senza che ti passasse per la testa di darmi una mano.

Maria              Se ti fossi fermata ad ascoltare, anche tu avresti anche il cuore pieno di gioia. Ora la cucina è pulita, la sala è spazzata. Ma ti sei persa la grande occasione di sentire e capire quelle parole.

Marta resta in piedi pensierosa e Maria si avvicina e la prende sottobraccio e insieme escono di scena.


Soggetto: Nozze di Cana.  Giovanni 2,1-11

I/2 pranzo

A un tavolo ci sono 2 commensali: Maria e Giovanni. Uno di loro si versa del vino ma si accorge che non ce n’è.

Maria:   Ti ricordi, Giovanni, quella volta che eravamo stati invitati ad un pranzo di nozze?

Giovanni:   Dove? Quando?

Maria:    A Cana, Giovanni, eravamo a Cana. C’era anche mio figlio in quell’occasione.

Giovanni:  Ah si, Aspetta. Ero un ragazzino. E poi che cosa avvenne? Racconta.

Maria:                Gli invitati cantavano, e bevevano, parlavano e bevevano e naturalmente erano tutti un po’ brilli e reclamavano altro vino. Ma di vino non ce n’era più neanche una goccia. Ricordo che i servi erano disperati. Correvano dal padrone di casa che non sapeva dove trovare altro vino da far stare allegri i suoi invitati.

Mi misi nei panni di quegli sposi che rischiavano di vedere rovinata la festa. Allora mi rivolsi a Lui chiedendogli un aiuto.

Giovanni:        E Lui?

Maria:             Ricordo che non voleva intervenire. Mi disse che Il suo momento non era ancora arrivato. Ma io insistetti e riuscii a convincerlo.

Chiese ai servi di portare 6 damigiane piene d’acqua. Poi ne fece riempire una brocca e la fece portare al maestro di cerimonia. Ho ancora negli occhi la sua espressione quando bevve. Stupita, contenta, inebriata.

Giovanni:        Gli era piaciuta così tanto l’acqua che avevano portato?

Maria:             Non so come sia successo ma l’acqua non c’era più e al suo posto c’era dello straordinario vino rosso.

Giovanni:        Del vino?

Maria:             Pensa che il maestro di cerimonia si rivolse agli sposi elogiando la loro grande ospitalità che aveva riservato il vino migliore per la fine della festa.

Escono tra gli applausi. Se non applaude nessuno. Escono nel silenzio generale e noi abbiamo fatto un bel buco nel vino.


Soggetto: Pranzo in casa di Levi Marco 2,13

Due uomini entrano, parlando, nel cerchio scenico.

Matteo            Certo che quel tipo era proprio speciale: ti guardava dritto negli occhi, ti trapassava con lo sguardo, e tu affascinato gli andavi dietro, anche se avevi un passato non proprio limpido.

Ricordo ancora quando mi disse “Seguimi” e sentii che dentro di me qualcosa stava cambiando. Lo seguii per un po’ e poi gli chiesi di venire a pranzo a casa mia. Insieme a lui sono arrivati alcuni suoi seguaci e i miei compagni di baldorie. C’erano addirittura persone che conoscevano bene le leggi, i codici di comportamento …

Marco            Vuoi dire scribi, farisei, dottori della legge gente brava a criticare tutti.

Matteo            Infatti li sentivo spettegolare meravigliati che se la facesse con gente disonesta corrotta e chissà cos’altro …

Marco             E lui non li sentiva?

Matteo           Certamente! Tant’è che a un certo punto si è alzato e ha puntato il dito contro di loro chiedendogli che cosa avessero da mormorare. Proprio loro che sembravano giusti e onesti di fuori ma dentro erano marci, calpestavano i diritti dei deboli, proprio loro che non aiutavano chi è nel bisogno, che avrebbero lasciato morire un poveraccio se la cosa gli avesse impedito di fare anche la più stupida delle cose programmate. E giù continuando a dire che Lui era dalla parte dei deboli, dei peccatori.

Marco             E loro?

Matteo            Beh! se la sono presa e si sono messi a complottare per fargliela pagare. Perché da troppo tempo costoro si sentivano accusati di ipocrisia da quest’uomo, che – non si sa perché – sentivano come un inciampo al loro modo di vivere.

I due uomini escono continuando a parlare tra loro ma senza che si capisca cosa dicono.

 


 Soggetto: Zaccheo  Luca 19,1-10

Nello spazio centrale vuoto un inserviente porta una scala.

Entrano in scena Zaccheo ed il suo servo

Zaccheo sale sull’albero con difficoltà.

Quando arriva in cima chiede al servo

Zaccheo:         Ehi servo, allora cosa dicono? Da qui vedo ma non sento.

Servo               Padron Zaccheo, quell’uomo sta raccontando delle cose. Ecco padrone, si è voltato verso di noi. Sta parlando con te.

Zaccheo          Con me? Ma se neanche lo conosco. E cosa dice? Cosa dice?

Servo               Sta dicendo che devi scendere dall’albero perché oggi vuole venire a pranzo da te.

Zaccheo          A pranzo da me? Presto, chiama i cuochi, cosa vorrà mangiare? Saremo all’altezza di una persona così importante?

Servo               Padron Zaccheo nella tua casa sono venuti a pranzo i più importanti notabili dal Mar Morto a Damasco. Come puoi essere intimidito da questo Rabbi.

Zaccheo          Non lo so servo. Ho una strana sensazione di timore ma … bello. Mi sento strano, la presenza di quell’uomo mi turba ma in modo … bello. Dài, forza! Prepariamoci, e che siano servite le cose migliori. Anche la Bagna Cauda con i peperoni arrostiti che è arrivata ieri con la carovana proveniente da JULIA AUGUSTA TAURINORUM.

            Pausa

Servo               Padron Zaccheo. I tuoi concittadini, con i quali fai affari tutti i giorni, dicono che questo Rabbi, così importante, non deve andare ad alloggiare da un peccatore come te.

Zaccheo          Ipocriti. Se io pecco lo faccio con loro ed ora giudicano. Beh, non importa!Mi è venuta un’idea….

Le luci si abbassano. Zaccheo e il servo sono seduti che guardano il cielo stellato. Ormai la cena si è conclusa e tutti gli invitati se ne sono andati

Zaccheo sorride felice il servo frigna.

Servo               Padron Zaccheo, cosa hai fatto? Hai regalato la metà dei tuoi beni ai poveri.

Zaccheo          Servo ho talmente tanto denaro che me ne rimarrà abbastanza per vivere bene il resto della mia vita.

Servo               Ma era denaro che ti eri guadagnato. Era roba tua.

Zaccheo          Ti sbagli servo. Era denaro che avevo accumulato nei miei forzieri con la prepotenza, con l’inganno e con la frode. Le sue parole mi hanno fatto capire tante cose, così ho deciso di restituire tutto ciò che mi ero preso ingiustamente.

Zaccheo          Sai mi ha  detto che oggi la salvezza è entrata in questa casa. Mi ha detto che lui è venuto per cercare di salvare ciò che si era perduto.

Le luci si abbassano e i due escono di scena.

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