Figlie della Sapienza

Ascoltate, venite a me: vi voglio rendere felici!

Altre riflessioni sulla GMG

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La GMG per me da un lato era un’esperienza che cercavo di evitare perché troppo caotica, dall’altro sentivo il desiderio di partecipare.
La volevo evitare perché in quanto nata in un paesino non sono abituata alla folla ed anche adesso che vivo a Roma quando posso o quando i mezzi sono super affollati preferisco farmela a piedi, pur di evitare la folla.
La volevo fare perché mi incuriosivano i racconti di chi partecipava alla GMG, sentivo parlare delle catechesi, degli scambi di oggetti con persone di tutte le razze e culture e altro ancora.
Quando Sr Maria FdS mi ha proposto la GMG, ne abbiamo parlato con mia sorella e poi abbiamo deciso di parteciparvi.
Di solito noi nel mese di luglio partecipiamo alla colonia estiva (una settimana di vacanza) con i disabili mentali e fisici adulti dove durante l’anno facciamo attività quali teatro e musicoterapia.

Per quanto la colonia sia bella, perché organizziamo giochi a tema, sagre paesane e feste dove si balla e si canta, e vedere i nostri amici disabili, felici in fila per essere truccati per la festa serale ti riempie il cuore di gioia, quest’ anno avevo bisogno di fare un’esperienza diversa, di fermarmi in ascolto come Maria per essere una Marta migliore.

Per l’esperienza della GMG non avevo grandi aspettative, per paura di restare delusa.
In valigia ho messo l’indispensabile e qualcosa in più e molto, molto, molto, molto spirito di adattamento, quest’ultimo mi è servito tantissimo.

Sono partita, assieme a mia sorella, consapevoli che eravamo in due e che ci saremmo dovuti inserire al gruppo di Torino che era un gruppo ben avviato, che noi non conoscevamo.
La mia paura più grande era di non riuscirmi ad inserire, a causa del mio carattere, un po’ chiuso però mi sono proposta di non aspettare ma fare io il primo passo ed è andato tutto bene.

Le catechesi sono state interessanti, per non cedere alla stanchezza, ho preso appunti, che mi sono stati di grande aiuto in questa riflessione. Ho rivisto anche i video delle omelia a Blonia e delle risposte che il Papa ha dato ai giovani durante il concerto del festival degli italiani per fortificare alcuni punti che mi ero persa.
Le parole di papa Francesco che mi hanno colpita di più sono state :
1. che bisogna avere il coraggio di lasciare le comodità ed andare incontro all’altro,
2. che bisogna costruire ponti invece di muri
3. dei giovani che hanno perso la speranza, giovani con la faccia triste, giovani annoiati , noiosi che annoiano gli altri.
Andare incontro all’altro; io intendo come l’altro, non solo il povero o il bisognoso di aiuto, che io aiuto volentieri ma anche le persone che non sopporto, io ci provo ad andare incontro a loro ma lo trovo difficile e torno indietro, provo a costruire ponti ma trovandomi un muro davanti non so cos’altro fare che bloccarmi.

Per quanto riguarda i giovani che hanno perso la speranza, giovani dalla faccia triste, noiosi, annoiati che annoiano gli altri mi rivedo tanto.

In questo periodo sto attraversando un momento difficile a livello lavorativo, per questo sono diventata “un lamento continuo”.
Non ho più lo stesso entusiasmo che avevo all’inizio quando ho iniziato ad insegnare. Se prima facevo il massimo, perché insegnare era un sogno che si realizzava, adesso faccio il minimo, in quanto non riesco a vedere la fine del tunnel.
Non riesco a pensare positivo, non sogno più ma vivo alla giornata mi sento come su un tapirulan corro corro e sono sempre ferma.
Ho sentito le parole del Papa come se le avesse dette a me.
All’inizio mi sono sembrate parole amare, mi hanno lasciato un amaro in bocca, soltanto inseguito metabolizzandole sono diventate dolci.
D’ora in poi voglio cercare di guardare gli eventi della vita con in un bicchiere mezzo pieno. Grazie suore di avermi invitato alla GMG
Agata Paliceo

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