Figlie della Sapienza

Ascoltate, venite a me: vi voglio rendere felici!

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia (Mt 5,7)

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Un ritorno da giorni fantastici non è mai facile ma questa volta è diverso: sono appena tornata dalla GMG di Cracovia. Un’esperienza a dir poco sconvolgente, ancora oggi dopo qualche giorno dal rientro faccio fatica a riordinare i pensieri, le emozioni, i flashback per tradurre tutto in parole!!!!! Ma cominciamo da dove tutto ha avuto inizio….

Domenica 24 luglio ore 19: 51 giovani di vari gruppi (Mirafiori Sud, Carmagnola, Figlie della Sapienza e San Michele) tre sacerdoti e 4 suore è partito da Torino per raggiungere la Polonia, la terra di Giovanni Paolo II, Colui che a detta di molti ne fu l’inventore nel lontano 1985, e di Santa Faustina Kowalska una religiosa polacca, appartenente alla congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia,   propagatrice della devozione a Gesù misericordioso. Per il gruppo delle  Figlie della Sapienza la partenza è stata scossa da una notizia giunta dalla lontana Sicilia, ovvero dalla Comunità di Enna: Suor Maria Donata ci aveva lasciato per raggiungere la Casa del Padre. Ci guardavamo l’uno con l’altro, cercavamo conforto a vicenda per superare quel momento che, come una doccia gelida, aveva spazzato via i nostri sorrisi e la nostra gioia. Ma Suor Maria, Suor Bruna, Suor Angela e Suor Antonella prendendoci per mano ci hanno ricordato che Suor Maria Donata non avrebbe voluto vederci tristi, proprio lei che era la Suora del Sorriso, la Suora dell’ Allegria, e che Suor Maria Donata avrebbe vissuto la GMG con noi guardandoci e guidandoci  dal Cielo.

E l’avventura ebbe inizio….  23 ore di pullman trascorse pregando, scherzando, guardando film,  per arrivare in due paesini Czernichow e Zagace dove le famiglie polacche e una caserma dei vigili del fuoco ci aspettavano a braccia aperte facendoci sentire a casa.

La GMG aveva inizio…

Il primo grande appuntamento è stata la Messa d’apertura al Parco Blonia che, sotto la pioggia,  ha visto 500.000 giovani arrivati da ogni parte della terra ma uniti da un unico linguaggio: il linguaggio dell’amore, della fraternità, della pace. Il cardinale arcivescovo Stanislaw Dziwisz esorta ogni giovane a portare al mondo “la scintilla della misericordia”, la fiamma dell’amore, affinché in esso non ci siano più egoismo. violenza e ingiustizia, ma sulla nostra terra si rinforzino la civiltà del bene, dell’amore e della pace. E conclude dicendo che vale la pena affidare a Gesù Cristo la nostra sorte e che lo si deve fare. Dobbiamo spalancare la porta del cuore a Cristo.

E come non ricordare la visita al Santuario di Giovanni Paolo II, da dove ha preso avvio il pellegrinaggio giubilare al Santuario della Divina Misericordia con l’attraversamento della Porta Santa e, a seguire, la Santa Messa con tutti gli italiani presenti.

Le catechesi tenute dai vescovi, con un nuovo stile: in apertura alcuni video e poi spazio aperto agli interventi dei ragazzi e alle risposte dei vescovi.

E sempre al Parco Blonia l’accoglienza di Papa Francesco. Il messaggio del Papa va diritto al cuore di tutti coloro che erano lì presenti. Esorta a non essere giovani “pensionati prima del tempo”, a non mollare mai la spugna prima di aver iniziato la partita, a non essere mai tristi come se la vita non avesse alcun valore. E a tutto c’è un’unica risposta: Gesù Cristo. Gesù Cristo è un dono, è un regalo del Padre, il Nostro Padre.  E papa Francesco continua dicendo che Gesù Cristo ci spinge ad alzare lo sguardo e sognare alto. Non importa se, presi dalla debolezza, più di una volta andiamo giù. Quello che importa non è non cadere, ma non rimanere caduto.

Guardiamo un pò in alto e troviamo la mano tesa di Gesù pronta a rialzarci ogni qualvolta non abbiamo le forze per andare avanti. E chi accoglie Gesù impara a costruire ponti e abbattere i muri.

La Via Crucis della Misericordia: ogni stazione era intitolata ad un’opera di misericordia corporale o spirituale.

Ma il cuore di ogni GMG rimane sempre la Grande Veglia e la Messa finale.

Il pellegrinaggio per arrivare al Campus Misericordiae sotto il sole è stato faticoso, ben 10 km a piedi con zaino in spalla, tanto che speravamo che un po’ il cielo si annuvolasse, dato il troppo caldo. Ma la fatica è stata ripagata perché l’arrivo è stato unico, si respirava un clima fraterno e gioioso che non conosceva muri.

Al calar della sera l’inizio della Veglia….Per me, ma penso per molti giovani, ci sono stati due momenti forti che solo chi era lì può veramente capire: il primo quando Papa Francesco ci ha invitato,come una grande famiglia, a prenderci per mano e a pregare in silenzio. Circa due milioni di ragazzi, dei cinque continenti, hanno formato un grande ponte umano…..con la speranza che altri ponti vengano costruiti, affinché con la fraternità si dica no all’odio, no alla guerra. Il secondo momento è stato il silenzio assordante sceso sul Campus durante l’esposizione del Santissimo Sacramento mentre le piccole fiammelle che ogni persona teneva in mano illuminavano la notte.

E infine la Messa finale: ancora una volta Papa Francesco chiede a noi giovani di cambiare il mondo, ma per farlo non dobbiamo praticare la DIVANO-FELICITA’ ma dobbiamo agire. Ha più volte sottolineato che Dio “fa sempre il tifo per noi”, per Dio non conta il cellulare che abbiamo o i nostri vestiti, Dio ci chiama per nome. Noi siamo preziosi ai suoi occhi, dobbiamo fidarci di Dio, Egli va oltre i difetti e vede la persona. Gesù guarda il cuore di ciascuno di noi, è ostinatamente speranzoso: crede sempre che possiamo rialzarci e non si rassegna a vederci spenti e senza gioia. Gesù desidera essere il “navigatore” sulle strade della vita!!!!

E con l’annuncio della sede della prossima GMG a Panama il Campus Misericordiae, pian piano, comincia a svuotarsi.

E’ tempo di tornare a casa, è’ tempo di ringraziare infinitamente il Signore per questa esperienza e per le nuove amicizie che mi ha donato.

La GMG è un vero e proprio pellegrinaggio, in cui lasci a casa tutte le sicurezze e le comodità del quotidiano, per andare verso una meta: Gesù Cristo. Colui che è capace di dare un senso alle tue angosce e sofferenze e di esaudire i più profondi desideri.

Vivere la GMG vuol dire sentirti cambiare dal di dentro. Rispetto al passato, ora sento Dio ogni giorno presente nella mia vita, riesco ad accettare con più serenità anche le cose negative che si presentano sul cammino, perché confido nella Provvidenza divina.

E con questo spirito di pellegrini che già oggi siamo tutti in cammino verso la prossima tappa: Panama arriviamo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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