Figlie della Sapienza

Ascoltate, venite a me: vi voglio rendere felici!

Caro Gesù…

Gesù

Caro Gesù,
da tempo aspettavo un momento importante e unico nella mia vita,
un momento che potessi racchiudere nel mio cuore e portare per sempre con me.
E questo momento si è avverato, come un sogno,
stamattina, quando, insieme ai miei amici della Sapienza, sono giunta davanti a te,
Signore, davanti a quel lenzuolo che ti avvolse morto,
testimone delle ferite e dei dolori che gli stessi uomini che ti conobbero,
inflissero al tuo povero corpo.
Stamani, immersa nel buio e nel silenzio di una chiesa super protetta,
mi sono sentita anch’io avvolta da una commozione indescrivibile,
quella di stare di fronte ai segni del tuo passaggio tra noi,
quei segni inconfondibili del tuo immenso amore per noi.
In quegli attimi magici, mi sono pensata ai piedi della croce,
insieme a tua madre e i tuoi amici di allora,
un’amica tra gli amici di oggi, pronti non a urlare e disperarsi
ma a riflettere sul fatto che tu, non smetti mai di starci vicino,
e basta questa tela intessuta del tuo sangue, per dirci che ci sei,
che non ti dimentichi di noi, che sono passati più di duemila anni,
ma è come se non fosse passato neanche un giorno.
Tu, Signore, non hai tempo, tutto ciò che sei, ce lo
hai detto, e questa tua parola la leggiamo e ci fa compagnia ogni giorno, è
nostra per sempre e, sta a noi conservarla e trasmetterla a chi non ti conosce
vento. Quando la voce nel buio ci ha invitati a uscire
per dare spazio agli altri di vederti, avrei voluto abbracciarti
e lasciare le mie lacrime amore e riconoscenza su quei segni di dolore, avrei voluto
sentire il calore del tuo abbraccio di padre affettuoso
e misericordioso e, sono andata avanti, lasciando le mie lacrime su di un fazzolettino di carta.
Ma la tua carezza l’ho sentita dopo, nella stretta di mano del confessore che hai
messo nel mio cammino e nell’emozione di coloro che hanno condiviso la mia
strada
Torino 5/ 06/2015
Enza Muscarella, AdS di Enna

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