Figlie della Sapienza

Ascoltate, venite a me: vi voglio rendere felici!

Dire laboratorio Maria Luisa

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Dire laboratorio Maria Luisa è una parola grande. Come comunità ci siamo interrogate da tempo chiedendoci se Maria Luisa vivesse ai nostri giorni con la società che ci ritroviamo su alcuni temi come l’immigrazione, il rispetto dei bambini, della donna, degli anziani, la mancanza di lavoro …. dove l’impotenza e l’ indifferenza a volte è di casa come agirebbe e cosa farebbe?

Leggendo ancora ulteriormente il nostro contesto di Cavallermaggiore dove vi sono più di 37 etnie abbiamo rifatto nostre le parole del Capitolo Generale 2012 : tutte siamo chiamate ad allargare lo “spazio della nostra tenda”.
Abbiamo notato che la situazione del nostro ambiente a riguardo degli immigrati richiedeva un altro tipo di sostegno : essere più vicine non sporadicamente, ma con continuità e progettazione.

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Aiutate e stimolate da Papa Francesco con l’anno giubilare che invita alle opere della Misericordia corporali e spirituali e la nostra Programmazione che ci chiama a vivere la comprensione e l’amore nelle relazioni e nel concreto a vivere la misericordia … tutte queste esortazioni , non ci potevano lasciare indifferenti, allora abbiamo calcolato le nostre forze che sebbene povere possono ancora essere messi a frutto per il Regno di Dio e dunque per la missione .

Così ci siamo messe all’opera, ed è nato a casa nostra un piccolo laboratorio di taglio e cucito al martedì mattina  dove il quadro grande di M. Maria Luisa ci guarda con bontà e ci dona coraggio.

La nostra sarta Doc è Sr Concetta Maria dell’Immacolata che con cinque marocchine e due donne africane una della Nigeria e l’altra del Camerum hanno cominciato a fare i primi passi nel cucito, queste donne sono in cerca di lavoro e non sempre sono tutte presenti, ma sono contente di poter imparare.

Inoltre in parrocchia il giovedì pomeriggio Sr Eugenia Maria dell’ Immacolata con la caritas parrocchiale e con tre catechiste sta cercando di rendere più autonome le donne immigrate che sono indiane, marocchine e nigeriane (prima venivano anche le rumene, ma abbiamo scoperto che non vengono più perché ci sono le donne del Marocco)

Offrono e ricevono amicizia, scambio culturale. Insegnano l’italiano dando i nomi propri ai cibi, agli oggetti … diverse parlano solo i dialetti dei loro paesi e non conoscono l’Inglese perché con i libri avrebbero potuto aiutarsi . Le signore immigrate che da tempo sono in Italia aiutano nelle traduzioni.

Le signore immigrate vivendo sempre tra di loro fanno fatica a parlare e di conseguenza a trovare lavoro presso qualche famiglia.

Al giovedì pomeriggio portano i bambini piccoli che si intrattengono con il gioco.

Per la nostra comunità è una bella sfida

  • perché ci chiama a conoscere le loro storie , la loro cultura con usi e costumi e ci interpella nello scambio reciproco.
  • ci chiama a fare da ponte con la gente che molte volte è chiusa per diffidenza o perché ha vissuto brutte esperienze a usare delicatezza per favorire una integrazione a tutti i livelli tra la gente del paese e gli immigrati.

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Sono piccole cose che agli occhi di Dio hanno un grande valore come dice Papa Francesco in un suo discorso: “ la Sapienza è vedere le cose con gli occhi di Dio”.
Vi chiediamo di accompagnarci con la preghiera. Grazie .

 

10 febbraio 2016

                                                                                                              La comunità di Cavallermaggiore

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