Figlie della Sapienza

Ascoltate, venite a me: vi voglio rendere felici!

Il piccolo archeologo

piccolo archeologo
Enna, 15 Luglio 2015

Il 4 e 5 luglio, con i gruppi siciliani, ci siamo trasferiti a Reggio Calabria, accolti con calore, dai nostri cari amici del cuore. Padre Adriano, ci ha messo in mano alcuni punti di riflessione, gli strumenti che fanno di noi dei piccoli archeologi della nostra spiritualità.
Ci siamo ritirati in angoli di pace, circondati dal verde, ci siamo guardati negli occhi e ci siamo chiesti se abbiamo tratto beneficio dalla lettura di alcuni libri sapienziali, e ci siamo resi conto che abbiamo cominciato a scavare nel nostro cuore per scoprire il grande potere della Sapienza, attraverso Giobbe e la sua sofferenza immeritata che non cessa mai di cercare Dio, attraverso il Qohelet, con la sua visione umana in cui tutto appare vano e senza senso, il Cantico dei Cantici che sotto forma dell’amore fra due giovani, suggerisce quello fra l’uomo e la Sapienza. In ognuno di questi libri, c’è l’occhio di Dio, la sua esortazione alla ricerca della conoscenza e dell’amore per la natura e i fratelli.
Ogni giornata di ritiro passata insieme ai nostri amici di Librino, Adrano, Monte Po, Reggio, personalmente, mi ha arricchita tanto, di quei buoni sentimenti che sento sempre venir fuori ogni volta che ciascuno di loro mi sorride, mi abbraccia, mi incoraggia a continuare il cammino intrapreso insieme. Anche la presenza delle suore e di Padre Adriano, ci dà la forza necessaria per aprirci alla preghiera, alla riflessione, all’amicizia. Il limite del piccolo gruppo di Enna, purtroppo, è legato al nostro essere figli di tante parrocchie, di realtà diverse, che un po’ ci allontanano, ma solo fisicamente, perchè noi sentiamo tanto la forza del gruppo, che si manifesta col bisogno di stare insieme, di ritrovarci per crescere insieme. I nostri lavori di gruppo sono gli strumenti del nostro scavare nei nostri pensieri, di riuscire a trovare ciò che non troviamo il coraggio di dire o confessare neanche a noi stessi.
Attraverso l’appartenenza al gruppo degli amici della Sapienza, ho tirato fuori da me, una persona nuova, che riesce a mettersi a confronto con gli altri, cercando di uscire dall’ombra della timidezza da me, tanto temuta e combattuta. Da ogni gruppo di ogni città io mi sento amata e pronta a incontrare Dio, insieme a loro.
Ormai il Montfort, fa parte di me, non è più lo sconosciuto di qualche anno fa, anche lui è un mio amico, un maestro di vita e di pensiero, un compagno dei miei giorni lavorativi, che mi aiuta a tendere la mano ai miei pazienti dializzati che vivono una vita a parte, un compagno dei miei giorni in famiglia, che mi aiuta a comprendere e rendere la vita dei miei cari più serena. Per il prossimo anno, vorrei che il mio gruppo si riunisse almeno due volte al mese, per scoprire insieme, una identità più consona e vicina allo spirito monfortano e infine, vivere tante altre giornate di gioia e spiritualità intensa come quelle trascorse insieme nella bella, calda e affettuosa Reggio Calabria!
Enza, AdS di Enna

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