Figlie della Sapienza

Ascoltate, venite a me: vi voglio rendere felici!

In visita a Maria

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Ho ancora in mente le parole del canto dedicato alla nostra Madre Celeste, che ci ha accompagnato in pullman, nel nostro pellegrinaggio a Loreto, Assisi, Osimo, dal 15 al 19 settembre 2016: “Maria, insegnaci a camminare, come hai fatto con Gesù, prendimi per mano, guidami tu, all’incontro con Gesù”.
Questo canto è la storia di ognuno di noi che, spesso, perso nel cammino della vita, rincorre sogni vuoti, privi di significato, la storia di ogni bambino che, senza l’aiuto, il sostegno e l’esempio di chi lo cresce, non saprebbe dove andare e cosa fare.
Importante questo viaggio verso la tua Casa Santa, il luogo che è stato testimone di quel messaggio divino che ha cambiato non solo la tua vita, Maria, ma anche quella dell’umanità, non più persa nel buio del peccato ma, ritrovata nella luce dell’amore di Dio, Nostro Padre, che ci ha donato una madre buona e misericordiosa, Tu che hai saputo dire “si”, non solo al Signore, ma anche a tutti questi figli della terra, bisognosi del tuo calore, sotto un manto che non lascia nessuno scoperto.

Da piccola mia madre, proteggeva il mio sonno sotto un morbido scialle, dopo avermi cullata. Erano momenti di beatitudine, indimenticabili, quelli che si ricevono quando ci sentiamo amati. Sotto il tuo manto, Maria, ritrovo quel tempo, quando assaporavo l’amore, la pace, la serenità, e oggi, è la preghiera che continua a cullarmi e ad incoraggiarmi. Con la mia mano nella tua, sento di poter superare ogni difficoltà, perchè tu, come ogni madre, allontani le asperità del cammino, i pericoli quotidiani e le paure dal mio cuore.

Con te mi sento più forte e pronta ad affrontare le pungenti parole e le cattive azioni di chi ancora non sa vedere la luce della speranza e non sa riconoscere nell’umanità, la sua grande famiglia. Insieme ai miei Amici della Sapienza, ho attraversato strade intrise di spiritualità, calpestate ogni giorno da migliaia di pellegrini che sperano in te, Maria, ti cercano e vogliono sentirsi tuoi figli, accarezzati dal tuo infinito amore e, finalmente, liberati dal peso di quei peccati cui nessuno sfugge ma, tutti sanno riconoscere. Ci hai accolti nella tua umile casa, ci hai guardati e, nel silenzio assoluto, sei entrata nei nostri pensieri, nelle nostre più intime richieste d’aiuto, nelle piccole e grandi sofferenze che vorremmo liberare nel nostro grande cielo pietoso che tutto accoglie e abbraccia, ma qui, in questi pochi metri di santità, ci siete solo tu, e il tuo piccolo Gesù, quasi in disparte, isolati, sopra l’altarino… un’immagine che, sembra contrasti con il mondo attorno, ma che emana la sua regalità, la sua grandezza, raccogliendo i nostri pentimenti e le fragilità in quella veste intessuta d’oro e amore. E qui, nella tua Santa Casa, ognuno riceve il suo miracolo, che duri un giorno o per sempre, lo si avverte nella leggerezza con cui si esce da quest’angolo di pace, dalla voglia di sentirsi fratello di ognuno che incontri.

Non mi perdo nella descrizione dei luoghi così belli e importanti che abbiamo visitato: dal centro “ Giovanni Paolo II”, alla Basilica di Santa Maria degli angeli, con la sua “Porziuncola”, alla Basilica di Santa Chiara, a San Damiano dove la santa morì, alla Basilica di S. Francesco ad Assisi, alla Basilica di S. Giuseppe da Copertino, ad Osimo.

Non ho parole per descrivere la bellezza e il significato di ogni passo che risuonava in quei luoghi. Voglio rinchiudermi nel mio cuore e tenermi stretti i ricordi di ciò che ho vissuto: dal faticoso e un po’ avventuroso viaggio nel mini pullman, alla gioia della condivisione con tutti gli altri, proprio tutti, dal piccolo Gabriele a Padre Salvo, dall’allegria e le risate di alcuni momenti, alla riflessione di altri. Voglio custodire caro questo bagaglio di grande spiritualità che il Signore mi ha donato e ringraziarlo per le cose belle e indimenticabili che ci ha messo dentro!

di Enza Muscarella, AdS di Enna

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