Figlie della Sapienza

Ascoltate, venite a me: vi voglio rendere felici!

La gemma degli “Amici della Sapienza”

amici della sapienza

E’ nata a Cavallermaggiore il 27 febbraio 2015 una piccola gemma degli “Amici della Sapienza”  siamo agli inizi, ma possiamo dire che le persone che vi hanno partecipato sono contente,
infatti nel successivo incontro del 16 marzo le persone sono aumentate e questo ci ha fatto molto piacere. La cadenza degli incontri è mensile.

Condividiamo con voi la riflessione fatta spontaneamente dalla Signora Rita

La mia amica Anna Maria  mi ha invitato a partecipare all’incontro che si teneva presso le suore di Cavallermaggiore.
Era una serata piovosa con della pioggia insistente e fredda, ma noi non per questo ci siamo arrese.
Arrivate dalle Suore ho conosciuto le altre signore e tutta la comunità; era la prima volta che partecipavo a questi incontri.
Seduta accanto a me c’era Sr Michelina, vispa e allegra, nonostante i dolori, durante la serata ogni tanto, mi cinguettava qualche notizia e informazione … questo è il Montfort.
Di fronte avevo Sr Eugenia, l’unica che avevo visto in giro, al Comune e in Chiesa. All’inizio può sembrare una persona seriosa e riservata, ma basta parlarle un pochino che subito appare sorridente e dolce.
Accanto a lei vi erano altre due suore, Sr Angela e Sr Gabriella, molto attente alla conversazione, simpatiche e sempre pronte a chiarire dei punti e delle osservazioni.
Secondo me devono aver avuto un “vissuto” interessante e attivo. Sr Maria: è dinamica e intraprendente, ma soprattutto senti nelle sue parole, vedi nel suo atteggiamento,
ti rendi conto dalle sue spiegazioni quanto crede e sente nel profondo del cuore ciò che spiega e comunica.
L’argomento trattato “i libri sapienziali” non è troppo facile da capire, anche perché non si conoscono bene, almeno io sapevo della loro esistenza solo in maniera superficiale.
Si parla sempre delle lettere di Paolo, degli Atti, dei Vangeli … Genesi, Esodo, etc.
Comunque ho avuto la consapevolezza, ascoltando le spiegazioni, che il sapiente “è colui che sa vivere bene con se stesso e con gli altri e che nella sua umiltà si accontenta di ciò che ha, ma soprattutto “si ama” e ha capito che Dio “lo ama,” lo ama da quando lo ha creato, da quando lo segue passo passo nella vita,
da quando ha mandato il proprio figlio Gesù a morire sulla Croce per la salvezza dell’umanità!
E allora perché ci dobbiamo fare male da soli? Perché non essere mai soddisfatti di ciò che si ha, egoisti e invidiosi degli altri, non aiutare, anche solo con delle parole buone?
Perché renderci la vita più difficile per il nostro arrivismo? Questo ci addolora profondamente.
Ma quello che più mi dispiace è che alcuni giovani si rovinano la vita per non saper usare un minimo di sapienza, di cuore e di amore.
La serata è passata piacevolmente e in fretta, mi ha fatto riflettere su tante cose costruttive della vita.

Cavallermaggiore, 17 marzo 2015

Rita Raimondi

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