Figlie della Sapienza

Ascoltate, venite a me: vi voglio rendere felici!

Ricchi di misericordia… ricchi di grazie! Grati perchè amati

convegno gennaio 2016

Questo il tema del Convegno Nazionale dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale delle Vocazioni, a Roma alla “DOMUS PACIS”dal 3-5 gennaio 2016, a cui abbiamo partecipato:
sr. Maria, sr. Antonella, sr. Angela e sr. Marija.

Grazie perchè…?
Con il nome: “Questi siamo noi”, si sono presentati i relatori del primo giorno del nostro convegno. Essi sono un gruppo di giovani di un liceo scientifico di Roma che per un anno, aiutati dalla loro professoressa, si sono preparati a raccontare alcuni momenti importanti che hanno segnato la loro vita e, che hanno imparato a leggere oggi come storie in cui hanno accoltole loro ferite e difficoltà come una porta che apre alla vita “ricca di grazie”.
Che cosa cercate da noi?
Questa è una delle domande rivolte a loro a cui hanno risposto: ascolto, accompagnamento, fiducia, dire la verità, avere il coraggio di mettersi alla pari.

Non lontano dai desideri profondi dei giovani, è stata la relazione della professoressa Chiara Scardicchio. Lei dice che, ogni persona da quando nasce ha il bisogno di essere guardata, di essere vista. Dunque, il sentirsi grati scaturisce da quell’essere guardati.
Se questo bisogno non è stato soddisfatto nell’infanzia, si continua la ricerca di questo sguardo in vari modi. Per esempio: posso pensare di dovermi meritare di essere guardata e fare di tutto per raggiungere questo merito, oppure al contrario ribellarmi per fare di tutto per non meritare l’essere guardata. La verità è che nessuno di noi può evitare che accadano i momenti difficili nella nostra vita. Proprio ciò che ci ferisce ci può spingere a cambiare lo sguardo e vedere la realtà come è. Questo chiede di non fermarsi ad un solo tratto della nostra vita. Lo sguardo più ampio significa di riconoscerci vulnerabili e feriti. Là c’è lo spazio per scoprire la poesia, la musica e l’arte nella nostra storia e ci invita ad aprirci a una nuova creazione.

La successiva relazione del gesuita padre Giancarlo Pani, partendo da Luca 6,38 ha offerto una riflessione sul tema della “Misericordia traboccante”: ‹‹date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio››, insieme con una lettura vocazionale della Bolla giubilare “Misericordiae Vultus”.

Ultimo a chiudere il Convegno è stato padre Ermes Ronchi insieme a Marina Marcolini. Relazione a due voci: di un prete e una laica. Perchè?
Per dare più forza al Vangelo.Siamo stati creati per ricevere l’amore di Dio. Lasciarsi amare da Dio porta la vera felicità e così Dio ama in noi. La Santità è lasciare che Dio stesso t’invada e il tuo cuore si riempie dell’eco bellissimo: “la mia anima canta e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore!
”Quanta vita porta lasciarsi amare! Sentirsi amati almeno una volta nella nostra vita è quello che salva la vita”.

Vocazione è una gioia perché il Signore ci ha chiamati “per avere la vita in pienezza” (Gv 10,10). Felicità è fecondità. La nostra vocazione è fiorire e portare frutti come anche il debito di essere amati si restituisce amando.

 

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