Figlie della Sapienza

Ascoltate, venite a me: vi voglio rendere felici!

Ricordando il Montfort e Maria Luisa di Gesù

Ricordando Monfort
Bari, 31 maggio 2015

Coraggio, cercate la bellezza. Visitate santuari edificati in luoghi poveri. Allargate le braccia verso il cielo, respirate e sentitevi in armonia con tutto il Creato. Felici di appartenere ed essere creature di Dio-Padre. Consapevolmente liberi di scegliere ed operare sempre ed esclusivamente per il bene, servire l’uomo e l’umanità intera. Instancabili costruttori di pace. Capaci di fare della propria vita un capolavoro. Non abbiate paura spalancate le porte a Gesù Cristo. Rischiate! Fate qualcosa per Dio con fermezza e dolcezza. Quando accettiamo il rischio di aprirci agli altri troviamo la gioia di essere vivi. Esortazioni rivolte all’uomo da Papa Giovanni Paolo II, ispirato da San Luigi Maria Grignion de Montfort.
Emulando il suo esempio egli sposò pienamente il pensiero del Montfort fondato essenzialmente sul valore della povertà evangelica che ha ceduto il primato alla ricerca di Dio, all’importanza di un apostolato attivo, attraverso un costante riferimento a Maria Madre di Cristo. Totus Tuus.
Lo spirito primitivo di Montfort: umiltà, povertà, distacco, carità. Le sue quattro colonne portanti: Sapienza, Missione, Maria, Poveri. Dio collocato al primo posto, seguito dalla carità verso il prossimo, i più poveri, dove non contano più né titoli accademici, né la carriera. La momentanea solitudine contemplativa di Montfort lo spinse ad agire per costruire comunità attive, continue e solidali, fondate sul rispetto della persona. Il raggiungimento di questo ideale lo rese sempre disponibile,
disinstallato, mobile ed obbediente. Inarrendevole, Montfort consigliò a tutti i fedeli di piantare la “croce nei loro cuori”.
A Poitiers incontrò M. Luisa Trichet. Donna forte e coraggiosa. Prima Figlia della Sapienza. Alla morte del Montfort che avvenne molto presto Maria Luisa rimase sola, la congregazione cresceva, le giovani si presentavano alla casa della Sapienza. Ella fondò comunità, scuole, organizzò la fraternità e incoraggiò a superare tutte le difficoltà con il sostegno della preghiera, la forza e l’amore verso i poveri.
Morì dopo 60 anni di servizio lo stesso giorno, stesso mese, stessa ora di Montfort. La sue spoglie giacciono accanto alla tomba del Santo a St-Laurent-sur-Sevre. Entrambi riuscirono nell’intenzione di rinnovare lo spirito cristiano. La particolare inclinazione dei loro cuori li spinse senza risparmio di energie a rivolgersi specialmente ai poveri ed ai semplici dotati di buona volontà e premiati dalla fede viva.
Seguendo il loro esempio confortati e conformati nell’Eucarestia di Gesù Cristo con coraggio e fiducia combattiamo l’indifferenza e l’eutanasia dell’anima impegnandoci a lottare contro la povertà e l’ingiustizia. Un giorno giustizia e pace si incontreranno confidando nella Madre di Cristo e della Chiesa.
Abbiamo ricordato la figura del padre di Montfort poiché ci stiamo preparando a celebrare il tricentenario della sua morte avvenuta il 28 aprile 1716 mentre predicava una missione a Saint Laurent.
Anna Stramaglia, AdS di Bari

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